ANTONIO DELFINI – E’ MIO DOVERE SCRIVERE LA MALA POESIA

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Vladimir D’Amora    14 dicembre 15.40.25
ANTONIO DELFINI – E’ MIO DOVERE SCRIVERE LA MALA POESIA
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E’ mio dovere scrivere la mala poesia
che infine, dopo tanto tempo porti
a te mala carente, moglie del corto
tismico sofilofo una vera mala sorte.

Descrivere i mali di te, pagliaccio iettatorio,
sarebbe ancora far del male a me e ad altri.
Sia in queste righe raccolto tutto il male che ti voglio.
Nominarti non posso e non mi piace.
Distaccare il tuo orribile pensiero dalla penna
e dalla carta è quanto qui si vuole e si descrive.
Voi spiriti del mondo, buoni e cattivi,
liberate la terra dall’infame presenza
del pagliaccio, dei suoi figli e discendenti!
Tutto il male che hanno fatto sarà dimenticato:
per la decadenza del ricordo di un paese maledetto
che tornerà a farsi nominare, solo quando
lei, il pagliaccio rosso imbellettato, i suoi figli
e discendenti saranno scomparsi.
Questa è una pagina esclusiva per la polizia.
Poi la libertà e la luce torneranno. Così sia.

Grande è stato il mio coraggio!
A morte signora sporca dell’oltraggio!

Corro a mettere le mani nell’acqua per un tanto.
Ed il lettore poi faccia altrettanto.

Roma, 24 novembre 1959

ANTONIO DELFINI – E’ MIO DOVERE SCRIVERE LA MALA POESIAultima modifica: 2012-12-14T17:33:42+01:00da mangano1
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