Guido Vitiello,Il discount degli anni di piombo. A margine del caso Battisti

Il discount degli anni di piombo. A margine del caso Battisti

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Il caso Battisti – con rispetto parlando – è il discount degli anni di piombo: un terrorista di seconda scelta, affiliato a un gruppo rivoluzionario di sottomarca, da fuggiasco diventa scrittore non proprio di prim’ordine e in sua difesa si anima una campagna condotta per lo più con argomenti-patacca. Bernard-Henri Lévy, Fred Vargas e compagnia hanno offerto un’imitazione di bassa fattura degli intellettuali dreyfusardi; Lula e Tarso Genro la brutta copia della sinistra latinoamericana in lotta con le dittature, dunque la parodia dei sé stessi che furono. E per farsi un’idea dei suoi più agguerriti difensori italiani, basterà dire che sono arrivati ad accostare “la nuda vita di Cesare Battisti” al corpo di Stefano Cucchi “esposto alla violenza dello Stato”. Ovunque si frughi, è tutto robaccia e bigiotteria. È taroccata l’immagine dell’Italia come Stato di polizia fascista retto da tribunali speciali. Ed è assai sospetta l’elevazione di un “malavitosetto” (così il suo mentore Arrigo Cavallina) a figura simbolo degli anni di piombo. Ma sono da discount della coscienza civile anche i ministri che hanno invitato a disertare i mondiali in Brasile o le vacanze a Bahia, il sindacato di poliziotti che ha pubblicato la lista dei firmatari degli appelli pro-Battisti per spronare al boicottaggio, l’assessore veneto che ha esortato le biblioteche a non diffondere tra i giovani i loro libri “diseducativi”. Non c’è niente di serio, nel caso Battisti. Salvo, va da sé, una lunga scia di cadaveri.

Eppure l’ex magistrato Giuliano Turone, protagonista di storiche inchieste sulla mafia e la P2, si è convinto che anche da qui possa partire la chiusura dei conti con gli anni di piombo. Il suo libro appena uscito, Il caso Battisti (Garzanti), nasce da propositi generosi ed è scritto con equilibrio raro e ammirevole. Turone ha studiato i cinquantatré faldoni dei processi ai Proletari armati per il comunismo con l’occhio esperto del magistrato di lungo corso, concludendone che non si trattò di giustizia sommaria e che, anche alla luce della giurisprudenza attuale – più rigorosa nella valutazione delle prove – Battisti sarebbe stato condannato per gli omicidi che gli sono ascritti. Poi, però, spinge troppo in là le sue speranze: “Se decidesse (…) di tornare volontariamente in Italia e di accettare quella pena che – grazie alla legge Gozzini – è meno spaventosa di quanto non sembri, allora potrebbe diventare lui una sorta di catalizzatore dell’agognato superamento di quegli anni”.

L’aspirazione è nobile, la materia prima lo è assai meno. Una riconciliazione nazionale richiede, in certo senso, la solennità di un dramma tragico, e per questo servono dramatis personae all’altezza. Turone prende a esempio virtuoso il dialogo tra Sabina Rossa, oggi deputata del Pd, e Vincenzo Guagliardo, l’ex Br assassino di suo padre Guido. Ma da Battisti, che nella storia italiana conta poco o nulla, e che ha oscillato tra vittimismo e arroganza senza mai dire una parola franca, aspettarsi gesti socratici è fantascienza. E il desolante carnevale che lo circonda – la sua tifoseria, sulla rivista online Carmilla, lo ha festeggiato con l’Internazionale in portoghese – fa capire che non è dal suo caso che passerà la via della riconciliazione.

Guido Vitiello,Il discount degli anni di piombo. A margine del caso Battistiultima modifica: 2011-09-03T17:32:28+02:00da mangano1
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