La rivoluzione egiziana è on line

ARCHIVIO DI VIDEO E FOTO IN RETE
La rivoluzione egiziana è online
Gli scontri filmati con i telefonini, spezzoni di telegiornali con i momenti chiave, l’appello della studentessa velata

vai al sito <http://iamjan25.com/>
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Una foto dell’archivio online Iamjan25.com
MILANO – Per chi c’era e non vuole dimenticare, soprattutto per i milioni di persone che nel mondo hanno seguito con crescente passione i 18 incredibili giorni della Rivoluzione egiziana, trionfata l’11 febbraio con la caduta di Hosni Mubarak. I ragazzi del Movimento del 25 gennaio hanno messo in rete una straordinaria raccolta di video e di foto (VAI AL SITO), quasi 10mila, consultabile da tutti e creata in gran parte dalla base, come lo è stata l’intifada del Nilo che peraltro tanto sostegno ha avuto proprio dalla Rete. Sequenze di scontri filmate con i telefonini, dalla Marcia della Rabbia del 25 gennaio (l’inizio di tutto) alla battaglia con moltissimi morti del 28, compresa la fuga di un’auto diplomatica che travolge una ventina di manifestanti, fino alla vittoria. Spezzoni di telegiornali con i momenti chiave. L’occupazione di Piazza Tahrir e i suoi personaggi incontrati dalle grandi tv arabe e occidentali, tra cui è un cult l’intervista alla mitica femminista Nawwal Saadawi, con le sue trecce bianche, che dice: «Sono ottantenne ma non paura, continuo a lottare per la libertà».

L’APPELLO – O il video che su internet ha dato un contributo fondamentale alla rivolta, poco prima della Giornata della Rabbia: l’appello della giovane Asmaa Mahfouz, studentessa velata, che urla al suo popolo di vergognarsi della sua apatia e di aver finalmente coraggio, di scendere in piazza per i suoi diritti. Il fantastico archivio dal nome “I am 25 Jan”, “io sono il 25 gennaio” è un’enorme miniera da esplorare, in molte lingue, se è in arabo spesso è sottotitolata in inglese. Contiene poi due link interessanti: un memoriale online per i “martiri” della rivoluzione, ufficialmente 384 ma secondo gli avvocati per i diritti umani un migliaio: per molti di loro, quelli di cui si è potuto, c’è la foto, il nome, la professione e l’età, quasi tutti erano giovanissimi. E poi, ancora in lavorazione, “I am Tahrir”, “io sono Tahrir” (nel senso della piazza simbolo ma anche di liberazione), una piattaforma online di “arte rivoluzionaria” con i contributi di artisti di tutto il mondo ispirati all’Onda che sta sconvolgendo i regimi arabi.

La rivoluzione egiziana è on lineultima modifica: 2011-02-28T15:28:01+01:00da mangano1
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