Patrizia Gioia, Giobbe e la mano di Cattelan

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“ Egli segnò la mano di ogni uomo, affinchè tutti gli uomini
possano conoscere la Sua opera” (Giobbe 37,7)
“Ecco perché è sterile e mortificante il gesto della mano che Cattelan ha immortalato, perché non ha pietas, perché non illumina la gratitudine umana all’opera divina, inseparabili. Ma sarà solo in questa rinnovata alleanza che potremo risorgere, qui e ora.

di Patrizia Gioia

Questa mattina sul Corriere, Isabella Bossi Fedrigotti, rispondendo ad una garbata lettera che chiedeva
di non procastinare, oltre il periodo concordato, la permanenza della “scultura” di Cattelan in piazza
della Borsa, scrive ( mettendo furbescamente le mani avanti ): “premetto che non sono un’intenditrice,
ma mi pare che abbia “( riferendosi alla “scultura” )” una sua linea e una sua bellezza “.

Mi ha spiazzata, la bionda signora: “una sua linea e una sua bellezza?!”
Ma di che cosa sta veramente parlando la signora Fedrigotti? mi sono chiesta.

Certo che una mano umana( non il gesto di quella mano), ha una sua linea e una sua bellezza, ma qui mi pare si stia parlando non di una mano ma di un’opera d’arte ( gli altri perlomeno così la definiscono – io me ne guardo bene) e un’ opera d’arte dovrebbe essere trampolino di lancio per un salto in altra dimensione,
un trascendere le normali umane coordinate di spazio e tempo per depositarci in quello spazio “sacro”
dove ciò che vediamo dice altro, trascende la dimensione razionale per aprirci ad una novità a cui dare nome e casa.

Questa mano, con questo gesto volgare, a cosa ci induce ?
A che bellezza ci chiama? a che valore, a che casa, a che parola non vana?

C’è una mostra fotografica, inaugurata da poco, dove molte sono le immagini che ci sconcertano, tanta è l’atrocità a cui siamo invitati con occhio e cuore, sono immagini dove la vita parla, nella sua cruda verità, nella sua totale nudità dove orrore e piacere sono inseparabili, anche se distinguibili.
Ma non c’è volgarità. C’è spazio di riflessione, di dannazione e di conversione, si sa che del bello
il terribile è l’inizio. E’ aiuto e sprone per non continuare a mettere la testa sotto la sabbia o a girarla
da altra parte, siamo chiamati a rischiare l’ascolto e lo sguardo e di nuovo, coraggiosi e tenaci, dire
che il re è nudo.

Credo sia questa volgarità che fa della “scultura” di Cattelan una sterile e mortificante ripetizione, niente affatto creativa, di una “linea” del nostro sempre più immiserito vivere quotidiano, la ripetizione di un gesto fatto quando non si hanno più parole per dialogare davvero con l’altro.
Quello a cui, aimè, assistiamo ormai di continuo ed in qualunque ambito.

Potreste dirmi che, se la “scultura ” di Cattelan mi ha portata a questa riflessione e consapevolezza a qualche cosa è servita. Sapete che credo nel principio di non contraddizione, dunque non contraddico,
però vi dico che per questa riflessione e consapevolezza non serviva una scultura in piazza, bastano e avanzano i “vivi” in giro.

Le mani sono il frutto di un lungo lavoro evolutivo, sono intelligenza creativa. danno forma e movimento
ad emozioni e sentimenti. Sono le mani con cui consoliamo e uccidiamo, sono le mani che accompagnano parole e sguardi, sono le mani che svelano amore e tradimento, sono le mani che co-operano alla trasformazione continua della Realtà.

Nel testo più significativo della nostra tradizione religiosa e culturale, il Vecchio testamento, è scritto:
“la durata dei giorni nella tua destra, e nella tua sinistra ricchezze e onori” (Proverbi 3,16)
E ancora in Samuele :“ E disse: per quale ragione il mio Signore perseguita il suo servo?
Cosa ho fatto? O quale disgrazia è nella mia mano?
E, per finire: “ Egli segnò la mano di ogni uomo, affinchè tutti gli uomini possano conoscere la Sua opera” (Giobbe 37,7)

Ecco perché è sterile e mortificante il gesto della mano che Cattelan ha immortalato, perché non ha pietas, perché non illumina la gratitudine umana all’opera divina, inseparabili. Ma sarà solo in questa rinnovata alleanza che potremo risorgere, qui e ora.

Patrizia Gioia, Giobbe e la mano di Cattelanultima modifica: 2010-10-21T15:59:14+02:00da mangano1
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