Attilio Mangano, Sogno di una notte di mezzo inverno

Sempre caro mi fu quel lungo viale
che porta verso il mare di Mondellocielo-1.jpeg
in un viaggio lieto con gli spiazzi
dove posteggiano gli innamorati.
Ogni volta stupore che ti assale,
quasi che tutto fosse sempre quello,
ii   primi baci  giochi di ragazzi,
caldi silenzi e morbidi peccati.

Son tanti i luoghi della nostalgia,
l’incantesimo quasi si rinnova,
la memoria che assale, l’allegria
il gioco di rimettersi alla prova.
ll  girasole piega ad occidente
il fil di lana ancora non si spezza,
la vita fuggitiva è ridente
il vento si trasforma in una brezza.

Come quando nel sogno d’improvviso
una persona cara ricompare
e rivivendo non ti fa sorpresa
che il suo tuffo insegni a nuotare,
il suo sguardo è limpido, il sorriso
è un invito a lasciarsi andare,
il male della vita non più pesa
ed arriva il momento di cantare.

L’amico morto è un angelo custode
un cartone animato che accompagna
quella tristezza che d’un tratto rode.
Sono pronto  a partire per la Spagna
ma a patto che mi faccia compagnia.
Adesso che le carte son  truccate
non serve più chiamar la polizia ,
ti toccherà pagare nuove rate.

L’altoparlante recita a soggetto,
è in partenza il treno della vita.
Adesso che mia figlia ha un bambinetto
sta per ricominciare la partita.
Amor che a nullo amato amar perdona
delinea adesso il suo arcobaleno,
la barca affonda ma la luna è piena
ritornerà l’estate ma è ancora lontana.

Attilio Mangano, Sogno di una notte di mezzo invernoultima modifica: 2013-02-20T15:20:01+00:00da mangano1
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