Attilio Mangano traduce OVIDIO ( tre poesie erotiche)

A FURIA DI CANTARE LE TUE LODI

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Fallimur an nostris innotuit illa libellis?
Mi inganno o la resero nota i miei libri?
Sic erit; ingenio prostitit illa meo.
E’ così; ella si é prostituita a causa del mio ingegno.
Et merito:quid enim formae praeconia  feci?
E lo merito: perché infatti ho lodato pubblicamente la sua bellezza?
Vendibilis culpa facta puella mea est.
Per mia colpa la fanciulla é divenuta oggetto di vendita.

(Ovidio, Amores, Liber III, XII, trad. Luca Canali)

                    A furia di cantare le tue lodi
            e i tuoi ardori sessuali straordinari,
            di raccontare come e quanto godi
            ho suscitato forti desideri.

            Dice il proverbio la pubblicità
            é l’anima vivente del mercato.
            Pur di vedere l’effetto che fa
            amici e conoscenti ci han provato.

            Così ho moltiplicato il tuo valore
            e adesso ci son troppi concorrenti.
            Sei proprio così brava a far l’amore
            che ti sei procurata i tuoi clienti

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OGNI TANTO CI PROVO

Saepe meae “tandem” dixi “discede” puellae:
Spesso ho detto alla mia fanciulla
In gremio sedit protinus illa meo.
“Vattene alfine”‘e subito mi si é seduta sulle ginocchia.
Saepe “pudet” dixi: lacrimis vix illa retentis
Spesso ho detto ‘Mi vergogno”  : trattenute a stento le lacrime,
“Me miseram, iam te” dixit ” amare pudet?”
“Me infelice” ha detto, ” già ti vergogni di amarmi?”
Implicuitque suos circum mea colla lacertos
e mi ha stretto le braccia intorno al collo dandomi mille
Et, quae me perdunt, oscula mille dedit.
di quei baci che sono la mia rovina.

(Ovidio, Amores, Liber secundus, XVIII , trad. Luca Canali)

              Ogni tanto ci provo. Le ricordo
              che é quasi una bambina. Ma mi mordo
              le labbra e più non oso predicare
              perché lei dice: “Me lo fai succhiare?”

             

              “Già non ti piace più la mia cosina?
              Ti sei forse stancato di scopare?”
              E ricomincia con la sua manina
              di finta ingenua che mi sa stregare.

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HA PERFINO GIURATO LA MIA BELLA

Scilicet aeterno falsum iurare puellis
E’ certo, anche gli dei concedono alle donne di giurare
Di quoque concedunt, formaque numen habet.
sempre il falso, la bellezza ha potenza divina.
Perque suos illam nuper iurasse recordor
Ricordo che di recente la mia donna ha giurato sui suoi occhi
Perque meos oculos; et doluere mei.
e sui miei, ma furono soltanto i miei a soffrirne.

(Ovidio, Amores, Liber III, III, trad. Luca Canali)

   
         Ha perfino giurato la mia bella
      sugli occhi suoi. Dovrebbe essere cieca
      ma il suo sguardo risplende come stella.
     

     Se si é oscurata, forse é nella fica.

     Chi poi dubiterebbe del candore
     di quella bocca, di quel sorrisino?
     Fedele lei? Ha sempre un altro amore
    
     ed é la reginetta del pompino.

Attilio Mangano traduce OVIDIO ( tre poesie erotiche)ultima modifica: 2013-02-09T15:51:07+00:00da mangano1
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