Poesie di VITO RIVIELLO

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Io che faccio

notte in verità
non ne sono capace,
fabbricare una notte
riuscì a qualche artigiano del medioevo,
bisogna avere due torri in faccia
una lancia alle spalle
e vino nero, un mare nero
come prospettiva esaltante,
aver visto i morti morire,

io che faccio notte su notte
produco insonnia, sogni
ma chi fabbrica le notti
ha visto il giorno calmarsi,
con la calma dei forti.

Mappa

Più a sud del sud c’è sud
sud e sud, tanto sud che
ancora a sud non c’è che sud
a perdita d’occhio sud
all’infinito sud,
solo alla fine dei sud,
si fa solo per dire,
c’è l’ultimo sud,

il sud più sud che mai
il sud-sud, il suddissimo,
poi c’è il Sud-Africa.

“Nuovolosità”

In mattinata si manifestarono
due o tre malinconie
a cui nel pomeriggio
sopraggiunse una terza,
a sera quando si temeva
che le malinconie si tramutassero
in tristezza irreversibile,
la memoria senza nostalgia

cominciò a produrre anticorpi.

Visto da qua è aldilà
da là è aldiquà
se invece sbagliando
finissimo nell’aldilì?
Vedremmo attoniti un qui
fissi nell’aldilì
anche se in realtà
noi non possiamo venire
che dall’aldiquà
perché siam destinati all’aldilà
per tautologica omertà,
venendo dall’aldiquì
potremmo sbattere nel dilì
più in là dell’aldilà
e là più non si sa
se più vicino al dunque
è l’ aldilì o l’aldilà,
comunque di colà.

da “Monumentànee” 1992

Poesie di VITO RIVIELLOultima modifica: 2012-09-30T13:05:06+00:00da mangano1
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