SYLVIA PLATH E ANNE SEXTON di Loredana Buccoliero

Anne Sexton e Sylvia Plath
by gloriagaetano
La morte come redenzione

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di Loredana Buccoliero

 
INTRODUZIONE Della lingua e della scrittura,considerate come operazioni magiche, stregoneria evocatrice. (C. Baudelaire)Ogni esistenza autentica non può che tormentarsi in un bruciante,estenuante conflitto col proprio demone. Compito del poeta è dire lecose come sono, quando sono vissute, quando diventano del cuore edella mente. La poesia diviene prolungamento della propria esistenza, necessaria come linfa vitale, catarsi e unico mezzo di salvezza per anime troppo intimamente corrose da una sensibilità sovrumana, possedute da unamagica divinità-demone che le guida. Ma la poesia non è la salvezza e il poeta che scende nei propri abissi non è detto che possa salvarsi attraverso la poesia. Il poeta tenta semplicemente una via di fuga, spesso non ci riesce ed ecco la crisi, la corrosione del corpo,l’autodistruzione. La poesia, tuttavia, trova un corpo e una lingua incui incarnarsi e corpo e lingua mutano nel poeta finché la vera poesia nasce, nasce cioè una lingua nuova, viva, sanguigna, crudele, eterna,una lingua dell’anima che per vedere la luce ha chiesto al poeta di annullarsi definitivamente. È un parto, quello che accomuna le due

 

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Poetesse come  Sylvia Plath e Anne Sexton implicano  la morte del poeta,della donna, della madre. Sono tanti gli esempi di poetesse e donne suicide negli ultimi secoli, esempi di autodistruzione come unica forma di violenza permessa dalle nostre società patriarcali. Si pensi aVirginia Woolf, Marina Ivanova Cvetaeva, Amelia Rosselli, Sara Kane,solo per fare alcuni nomi. Sylvia Plath e Anne Sexton rappresentano emblematicamente questa lotta dell’anima. Due donne che non  riescono solo ad essere delle brave madri casalinghe, si scoprono anche  portatrici di un “demone” interno, quello della poesia, una poesia alfemminile che lotta per essere riconosciuta. Siamo in un contesto storico in cui i ruoli della donna sono prestabiliti dai padri (della Società, della Religione, dell’Imperialismo capitalistaamericano), e la donna deve dar conto dell’ipocrisia della middle-classamericana dell’epoca. In seguito, Sylvia ed Anne, diventeranno una sorta di oggetto di culto per gli studiosi di letteratura inglese e americana e simboli per le femministe americane dell’oppressione a cui la donna soggiace nell’universo chiuso della dimensione domestica. Solo adesso, forse, la poesia femminile può cominciare a pensare di ripartire verso altre autenticità: ma l’opera di sacrificale epurazione, e quindi di fondazione dell’identità femminile poetante, condotta dalla Sexton e dalla Plath era indispensabile per creare la modernità della poesia femminile, fatta, fino alle grandi americane della metà del secolo scorso, di lirismo amoroso e basta.

SYLVIA PLATH E ANNE SEXTON di Loredana Buccolieroultima modifica: 2012-07-31T10:21:14+00:00da mangano1
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