Costanzo Preve: «Gaber aveva capito praticamente tutto.»

Costanzo Preve: «Gaber aveva capito praticamente tutto.» pubblicata da Piotr Zygulski il giorno domenica 22 luglio 2012 alle ore 14.27 ·

 

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Propongo una riflessione inedita tratta da una conversazione personale con il filosofo Costanzo Preve avvenuta il 19 luglio 2012 a Torino. Piotr Zygulski: « Caro Costanzo, nei tuoi interventi ho trovato che hai citato Giorgio Gaber solamente una volta in un articolo del 2006. La frase è questa: “Il politicamente corretto permette infatti certe enormità solo agli artisti tipo Giorgio Gaber, in quanto si dà per scontato che l’artista sia geniale ma pazzo, e soprattutto irresponsabile”[1]. Sebbene ci siano alcune differenze di fondo tra te e Gaber, noto ogni giorno sempre più analogie. Dal rifiuto della dicotomia destra/sinistra, che si accompagna alla frase “L’ideologia, l’ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia è la passione, l’ossessione della tua diversità che al momento dove è andata non si sa”[2]. Quindi un’ideologia sistemica che, inscenando un “teatrino delle marionette”[3], maschera e impedisce di comprendere l’attuale presente storico. Posso portare però anche tante altre canzoni. Ad esempio “Il tutto è falso”[4] (probabilmente, anzi sicuramente, ripreso dall’espressione di Adorno “Das Ganze ist das Unwahre”[5]) che si pone come un giudizio assiologico sulla totalità del capitalismo che è da te condiviso e ripetuto anche nel tuo “I secoli difficili”[6], ma anche “Il filosofo overground”[7] che prende le distanze dagli intellettuali che seguendo le mode, in questo caso per conquistare una certa Pamela, si atteggiano da filosofi, mentre altro non sono che pesci che, come dici tu, si muovono a banchi. Piccola parentesi: un mio concittadino alla tua definizione ha aggiunto “sì perché i pesci vanno dove c’è da mangiare”. Ovvio, ma è bene sottolineare anche questa cosa dal momento che “in genere, il noto, appunto perché è noto, non è conosciuto.”[8] Oppure il monologo “Wittgenstein”[9] in cui il filosofo tedesco non è in grado di comprendere il modo di fare degli italiani perché si atteggia da scienziato e pertanto – anche questa lettura mia – non è in grado di cogliere l’essenza di Gattungswesen, ovvero la genericità dell’uomo. Gaber infatti conclude: “forse avrebbe dovuto andare dall’altra sponda dell’intelligenza per afferrare il mistero dell’incapacità consapevole e sublimata”[10]. Affinità anche tra la celebre espressione “libertà è partecipazione”[11] e la tua concezione comunitaria di democrazia come “popolo al potere”[12]. Infine posso citare anche un altro monologo, forse più noto: “Qualcuno era comunista”[13], sul ripensamento di quella adesione “puramente emozionale e ribellistica di adesione generica al comunismo ed al marxismo”[14] che hai vissuto in gioventù pure tu. Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari. [..] Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia. [..] Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista. [..][15] Ecco, queste sono solo alcune delle analogie che io ho notato. Tu che ne pensi? » Costanzo Preve: « Ti sono veramente grato di questa analogia, di questo paragone con Giorgio Gaber perché, come del resto tu hai assolutamente notato, sento una grande affinità mentale e spirituale con questa persona. Gran parte di queste coincidenze sono casuali e contemporaneamente sono tipiche, ove la parola tipico non vuol dire maggioritario, ma vuol dire tipico di chi ha vissuto un certo periodo storico. Ora Gaber purtroppo è morto prematuramente, aveva un grande amico [Sandro Luporini, n.d.r.] con cui facevano insieme i testi che erano anche filosofici. Certamente “Il tutto è falso” è di origine adorniana, su questo non c’è alcun dubbio, per cui questo complimento-analogia che tu mi fai con Gaber non può che onorarmi, non può che onorarmi. Gaber per alcuni aspetti è come Jannacci, soltanto che Jannacci ha dato voce a un aspetto più sostanzialmente “popolaresco” integrabile della cultura popolare, e pertanto meno scomodo. Invece la cultura di Gaber era veramente scomoda. Per esempio Gaber era marito di una signora berlusconiana, ma questo non faceva di lui né un berlusconiano, né un anti-berlusconiano, ma faceva una persona completamente diversa. Mentre oggi il diverso è l’anti-casta di Beppe Grillo, per cui si tratta di una diversità sostanzialmente prevedibile, perché da circa vent’anni gli italiani si dividono in berlusconiani e antiberlusconiani; i due grandi mali dell’Italia sono il berlusconismo e l’anti-berlusconismo, Gaber era sopportato perché cantautore, come quel cantautore [Franco Battiato] che dice che siamo privi di “centro di gravità permanente”[16]. Ora, noi siamo privi di centro di gravità permanente, ma Battiato lo può dire, e anzi, viene applaudito da migliaia d ragazzi, però in nessuna facoltà di filosofia cioè, tu lo puoi dire perché nessuno viene a picchiarti con la mazza da baseball, ma nessuno può veramente dire: “Signori, siamo in un mondo privo di centro di gravità permanente.” Anzi, ti diranno: “Meno male! Abbiamo perso la gravità permanente che ci obbligava e ci costringeva, ora siamo liberi, fluttuiamo nell’aria … ”e così via. Per cui io non posso che sentirmi onorato e contemporaneamente mi riconosco completamente in questa analogia, mi congratulo molto che tu l’abbia fatta. Spero che tu la metta in rete e la faccia sapere perché ci tengo veramente molto. » Giorgio Gaber, carboncino e matite su carta di Paolo Steffan; Costanzo Preve NOTE: [1] C. Preve, Il comunismo? Ipotesi plausibile; I comunisti? Dio ce ne scampi. La Storia Reale ed il Culto della Talpa, febbraio 2006, reperibile presso World Wide Web all’indirizzo http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2198 (ultima consultazione 22/07/2012). [2] G. Gaber – S. Luporini, Destra-Sinistra, dall’album E pensare che c’era il pensiero, GIOM, 1994. [3] C. Preve, Se fossi francese, reperibile presso World Wide Web all’indirizzo http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43120 (ultima consultazione 22/07/2012). [4] G. Gaber – S. Luporini, Il tutto è falso, dall’album Io non mi sento italiano, CGD East West, Milano 2003. [5] T. W. Adorno, Minima Moralia: Reflexionen aus dem beschädigten Leben, 1951; tr. it. a cura di R. Solmi, Minima Moralia. Meditazioni sulla vita offesa, Einaudi, Torino 1979, p. 48. [6] Cfr. C. Preve, I secoli difficili. Introduzione al pensiero filosofico dell’Ottocento e del Novecento, C.R.T, Pistoia 1999, pp. 169-172. [7] G. Gaber – S. Luporini, Il filosofo overground, dall’album Gaber 96/1997, GIOM, 1997. [8] G. Gaber – S. Luporini, Wittgenstein, dall’album Io se fossi Gaber, Carosello, 1985. [9] Ibidem. [10] G. Gaber – S. Luporini, La libertà, dall’album vinile 45 giri Lo shampoo/La libertà, Carosello, 1973. [11] Cfr. C. Preve, Il Popolo al potere. Il problema della democrazia nei suoi aspetti storici e filosofici, prefazione di G. Giaccio, Arianna Editrice, Casalecchio 2006, passim. [12] G. Gaber – S. Luporini, Qualcuno era comunista, dall’album Il teatro canzone di Giorgio Gaber, Carosello 1992. [13] C. Preve, L’eredità intellettuale di Louis Althusser (1918-1990) e le contraddizioni teoriche e politiche dell’althusserismo, reperibile presso World Wide Web all’indirizzo http://www.kelebekler.com/occ/althusser01.htm (ultima consultazione 22/07/2012). [14] G. Gaber – S. Luporini, Qualcuno era comunista, cit. [15] F. Battiato, Centro di gravità permanente, La voce del padrone, Milano 1981. Non mi piace più · · Non seguire più il post · Condividi

Costanzo Preve: «Gaber aveva capito praticamente tutto.»ultima modifica: 2012-07-24T18:05:22+00:00da mangano1
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