Attilio Mangano, Gratosoul

Un ricordo per un vero avvenimento storico per il Gratosoglio e zone limitrofe.
Solo chi lo ha costruito e vissuto sa cosa sto dicendo

<http://youtu.be/Q19oP7SD4U4>
 

GRATOSOUL
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Ricordo ancora che la scelta di prendere casa in un quartiere periferico come il
Gratosoglio l’avevo vissuta come una specie di declassamento perché avevo abitato a lungo in via Plinio, una strada incantevole, a pochi metri dal corso Buenos Aires , dove ogni giorno potevo scegliere tra la libreria Feltrinelli e Radio Popolare, tra il cinema Plinius e i giardini della zona.
Non che il Gratosoglio con i suoi giardini e le sue stradine, con il blocco di scuole nella zona di piazza Abbiategrasso e i suoi supermercati, non offra i suoi richiami, ma dove passano il loro tempo i giovani del quartiere, come cresce e si diffonde la socialità?
Ricordare difficoltà e inconvenienti non significa essere un rompi che si lamenta, infatti questo mio scritto vuole sottolineare come nel corso degli ultimi due anni ho scoperto io stesso una catena di amicizie e collegamenti che mi spingono adesso a salutare e ringraziare, testimoniando lo stupore continuo di una piccola-grande rete di incontri, feste,sodalizi, che oltrepassa strutture ufficiali e istituzioni e costruisce autonomamente una sua vita di relazione.
Così il piccolissimo spazio del laboratorio Gratosoul è divenuto per me un luogo speciale, il tramite di una rete associativa che inventa i suoi luoghi, uno stradone, per stare insieme, facendo della “ festa del quartiere” un susseguirsi di occasioni, un modo per condividere il pranzo, uno spazio per gruppi musicali, un punto di partenza e di arrivo per biciclettate giovanili.
Sembrava impossibile ma nel quartiere la festa è durata quasi tre giorni, mentre grazie alla rete internet i collegamenti sono oramai estesi a diversi quartieri e a una micro-rete di associazioni. Così è cresciuta a sua volta la rete delle iniziative culturali, recite, mostre, spettacoli, modi per raccontare le nostre stesse vite come qualcosa di speciale, facendo delle “ biografie degli altri” una storia speciale da rivivere.
Dovrei e potrei fare nomi, ma se ci penso l’elenco cresce e si rafforza, Nino, Antonella, Frank, Marilisa, Rita, Vito, Gianni, l’ACAP, il prof Deiana, il Cam, una volta è la proiezione di un film e un’altra un dibattito, una mostra, c’è spazio (udite udite) per le poesie e le letture, il tutto senza aver costituito nemmeno una associazione ufficiale, senza essersi dotati di uno statuto, senza usufruire di finanziamenti e riconoscimenti ufficiali, ma chi sono costoro? Tranquilli, ci conoscono tutti e ci conosciamo, dalla parrocchia al bar, al consiglio di zona ai cartelli Basta la parola, Gratosoul,.

Attilio Mangano, Gratosoulultima modifica: 2012-07-06T17:50:15+00:00da mangano1
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