Patrizia Gioia, (A Roberta de Monticelli)PERCHE’ AVERE LA FERRARI SE LA STRADA E’ PIENA DI BUCHI?.

PERCHE’ AVERE LA FERRARI SE LA STRADA E’ PIENA DI BUCHI?…di patrizia gioia
Gentile Signora De Monticelli,
                                          ho letto attraverso la mail inviatami dal comune amico Gianfranco Draghi ( qui sotto riportata) il suo accorato appello, che termina con la domanda:
 

 

8ca94ae50b0d238e.jpeg“Non c’è veramente fine alla dissipazione di risorse comuni?”
 
Credo che il sostare nel silenzio della domanda, ogni volta, possa donare possibilità di resurrezione e oggi più che mai necessitiamo di conversione.
Mi occupo da anni di diffondere il pensiero di Raimon Panikkar, nessun proselitismo misticheggiante, nè pappa del cuore, direbbe il caro Magris, ma solo testimonianza della mia esperienza, perchè se non sarò capace di vederlo e di sentirlo sulla mia pelle quello strazio, fatto di ignoranza e mancanza di consapevolezza e responsabilità, ma soprattutto mancanza di Amore, come potrò tirarmi su le maniche e “essere” la differenza?
 
“Ecosofia” scrive Panikkar, la saggezza della terra, della nostra comune Madre Terra, una meriviglia, uno stupore quotidiano di vita pulsante che mi parla che mi chiede aiuto, così come Dio ( o chiamalo Mistero  o Aspirazione…) ha necessità ogni giorno di me per essere migliore, una relazione la vita, una solidale inter-in-dipendenza che ci vede co-creatori nella radicale avventura della vita.
 
“E’ in me da disseppellire ogni giorno Dio ” scriveva Etty Hillesum.
 
Armonia, non unità, tra il pluralismo delle nostre tante parti che, solo se incontrate dentro, non saranno mai più messe fuori come nemiche, parti da incontrare e amare, perchè l’Amore al nemico rende sì vulnerabile il nemico, ma soprattutto rende vulnerabile me e si sa che la paura crea sempre difesa e dunque, sempre un’offesa.
Non più “uccidere il padre”, ma perdonarlo, perchè davvero il Perdono, atto di decreazione,  è la sola via verso la Pace, una pace paradossalmente mai raggiungibile ma vivibile in un cammino pacificato.
 
Come aiutarci a ridare vita alla trasformativa forza dell’ Amore? quello che davvero muove il sole e le altre stelle, quello che abbiamo separato dal Pensiero,
( pensare è aiutare l’amore che ogni cosa ha nel prendere il suo posto) così come abbiamo mortificato ogni cosa separandola, etichettandola affinchè la libertà che tanto invochiamo possa rimanere senza speranza, mentre la Libertà è gioia, senza potere alcuno.
 
“..della vera forza vitale, -scrive Rilke – non esiste in realtà prova più bella che il riconoscere e l’afferrare la gioia: afferrare la pienezza e l’amabilità di alcuni giorni senza nulla di troppo, senza esagerazioni, con la forza e la misura della gioia stessa: un bambino, in fondo non fa che questo, e noi, sempre ci troviamo nella massima vicinanza al centro della vita là dove, con i nostri mezzi, siamo simili al bambino. Questa è la “dimostrazione”; saper gioire così, saper comprendere la gioia. la felicità ha il suo contrario nell’infelicità, la gioia non ha contrario, per questo è il più puro dei sentimenti, la pietra di paragone dell’animo. saper gioire, com’è immensamente diverso dall’esser felici, com’è irrevocabile, sottratto a ogni pericolo e addirittura all’invidia degli dei. Com’è ininvidiabile! ed è una dimostrazione, perché qui avviene la vera prova di forza; qui nella gioia, si mostra il vero stato, la vera portata del cuore. se il cuore sopporta un peso, un peso gravissimo e resiste e tace: tutto questo non dice nulla sul suo vero essere vivo; può essersi sovraffaticato, molti “resistono” perché si sono irrigiditi, altri perché muoiono dietro un volto ancora intero, altri perché per resistere, pagano un prezzo misterioso e tremendo a una qualche potenza, fanno un patto col loro demone e poi sono suoi schiavi, anziché schiavi del destino. sicché non si può mai dire chi sia ancora vivo. Ma lì, nella gioia, lì si dimostra! lì non è possibile inganno; chi non vive per intero, chi non è integro, ha certamente ancora piccoli slanci di gioia, ma non nel momento giusto, si rallegra nel vuoto. non riconosce più la gioia, la imita là dove essa non è, e in quel sorriso che la cerca, tradisce invece la sua assenza..”
 
Credo che la differenza nella nostra vita stia tutta qua: tradurre e non tradire ciò che ci viene ogni giorno donato, una gratuità infinitamente lontana dall’economicismo a cui ci siamo condannati.
“Perchè avere la Ferrari se la strada è piena di buchi?”
Queste parole, che ieri un giovane ragazzo, studente di psicologia a Bologna, mi ha dette in uno di quei sempre più rari momenti veramente umani in cui due anime, inseparabili dal corpo, si incontrano e parlano guardandosi negli occhi, serenamente, aprendosi al vento delo Spirito, accogliendo l’uno la bellezza e l’unicità dell’altro,
mi hanno commossa.
E credo sia a loro, a questi giovani che possiamo e che dobbiamo parlare con parole non vane, forse questo è tutto quello che ancora possiamo, avere questa incrollabile Fede e Speranza nell’invisibile, che confina e si relaziona col visibile, dove come scriveva Goethe, se tu ti muovi anche la provvidenza si muove con te.
 
“Bisogna tornare al valore dell’esperienza”, bisogna imparare a dire no, non ci sto, bisogna impegnarsi e comprendere che la Fede non è la credenza e che la “religione” non è monopolio delle religioni, ma parte integrante e inseparabile del nostro essere, una dimensione antropologica come la mistica, Vita in profondità.
 
” Sono venuto affinchè sia Vita, Vita  piena”, diceva Uno non facile a dire trombonate.
 
 “l’uomo è un essere consapevolmente aperto, non finito, imperfetto; è un essere sociale e politico; è un essere intelligente e razionale che cerca di comprendere la propria condizione umana.” 
 
Questo è tutto quello che possiamo, e solo insieme lo possiamo: “senza l’altro l’uomo non è uomo”.
Siamo Persona e non individuo, siamo nodi di una rete, siamo tempo e spazio, siamo secolarità sacra, siamo trascendenza e immanenza, cielo e terra, spirito e corpo. Viviamo in una dinamicità trinitaria, siamo una polarità che ogni volta ci chiede di trasformare la parte distruttiva in creativa.
Siamo “col creatore” in questo profondo significato, senza separazione alcuna tra creazione ed evoluzione, tutto è relazione che non significa sterile relativismo,
ma una danza, continua, dove l’eternità non è un tempo molto lungo, perchè “qui e ora”, oggi sarai con Me in paradiso.
 
E’ ora di smettere di dirgli che ci sarà un premio e che quel premio sarà nell’aldilà, così disse in Duomo a Milano, qualche anno fa Panikkar, questa è la Verità, che come ogni cosa, è relazione. Nessuna certezza, solo il passo è quel che conta, un’aspirazione continua che respira col respiro del Cosmo.
Ecco la Conversione a cui anche ogni religione è chiamata, a cui tutti siamo chiamati: “o il nuovo secolo sarà spirituale o non sarà”, scriveva Malraux e profeti lo siamo tutti se invece di confonderci nel rumore, ascoltassimo la parola che arriva dal silenzio.
 
E allora cara Roberta, la sua domanda rimanga in noi domanda…quello che possiamo, ogni giorno, fiduciosamente, tenacemente è fertilizzare la terra in cui radichiamo, e che confina con ogni altra, spazio e tempo concessoci tra terra e cielo ove ogni giorno lavorare e rendere benedetto il dono ricevuto che , ricordiamocelo bene, possiamo anche perdere.
 
Oggi la scelta è tra vita e distruzione.  Il Paradiso è sempre perduto.  
A noi essere la differenza.
 
Grazie dell’ascolto e grazie della sua sollecitazione a “resistere”.
Patrizia Gioia
www.spaziostudio.net 
 
Care amiche, cari amici,
vi mando questa lettera della Roberta De Monticelli che io condivido in pieno e che riguarda, non solo la Toscana e la Maremma, ma in fondo tutti i rapporti fra i cittadini e le autorità che devono imparare e anche dovebbero insegnare prima di tutto, il rispetto della terra su cui viviamo.
Vi abbraccio affettuosamente
Gianfranco

Lettera aperta ai promotori del porto di Cecina, e alle autorità che hanno approvato il progetto.

Ho appreso solo da pochi giorni che i lavori del “porto turistico” di Cecina stanno per cominciare. Ma la popolazione è adeguatamente informata? Siete certi che nella sua maggioranza approvi questo progetto che sconvolgerà irreversibilmente e profondamente il bene comune di tutti gli italiani, un pezzo importante di paesaggio toscano? Siete sicuri che sia lecito sacrificare ciò che resta della bellezza di questa parte della costa degli Etruschi al vantaggio di alcuni privati? Siete certi che il provvisorio incremento di lavoro per alcuni addetti locali valga la perdita irreversibile di un paesaggio che dovrebbe essere tutelato, essendo la foce di uno dei più bei fiumi toscani, a sua volta enormemente bisognoso di essere invece sottratto al degrado che lo ha finora afflitto? E’ possibile che non vi importi nulla del totale deterioramento delle acque marine antistanti, che sarà provocato dal passaggio continuo e dalla pulizia e manutenzione dei motoscafi e altri mezzi? Che cosa vi fa credere che trasformare Cecina in un immenso garage a cielo aperto, distruggendo uno degli ultimi punti romantici della costa, impagabile per virtuale bellezza e biodiversità, equivalga a un incremento del turismo? QUALE turismo? Non certo quello che da tutta Europa e da tutto il mondo accorre per contemplare i paesaggi toscani! Quello è messo in fuga dal cemento e dai motoscafi! E gli altri, quelli che posteggeranno lì per andare alle isole: ma perché mai dovrebbero fermarsi a cenare in garage, piuttosto che andate a Bolgheri o a Volterra? A voi lasceranno soltanto i loro escrementi e i fondi delle loro stive! E’ questo il futuro che augurate ai nostri figli, a quelli di loro che hanno sgobbato per conoscere e valorizzare l’arte, il paesaggio, le residue bellezze del nostro Paese, e da questa conoscenza trarre un’onesta professione? Cosa faranno di se stessi? i benzinai, i netturbini, i posteggiatori del vostro porto? Avete informato veramente la popolazione di tutto questo? Non credete che la costa cecinese sia e debba restare un bene comune di tutti gli italiani? E infine: non bastavano gli scempi analoghi di Rosignano e di San Vincenzo, a due passi da Cecina? Non c’è veramente fine alla dissipazione di risorse comuni?

Vi prego accoratamente di voler rispondere a queste domande che vi rivolgo in veste di semplice cittadina italiana, e se ritenete il mio sconforto infondato e le mie previsioni erronee, di segnalarmi l’errore e correggerlo. Ecco il mio indirizzo email: de monticelli.roberta@unisr.it. Sono docente di filosofia della persona all’Università San Raffaele di Milano. Ho recentemente scritto un libro dal titolo La questione morale (Cortina 2010). Il mio babbo era toscano, amo queste zone, ho casa non lontano da Cecina.

Cordialmente,
Roberta De Monticelli

Patrizia Gioia, (A Roberta de Monticelli)PERCHE’ AVERE LA FERRARI SE LA STRADA E’ PIENA DI BUCHI?.ultima modifica: 2011-07-21T09:35:36+00:00da mangano1
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