ATTILIO MANGANO,Alf.Berardinelli, ADIEU, FRENCH TEORY

Col titolo ADIEU, FRENCH TEORY  il critico ALFONSO

1887, Quattro girasoli recisi.jpg

BERARDINELLI si interroga su “ Quel che ( non resta) dell’ultima cultura estremista dell’Occidente”  impegnandosi nella ricostruzione dei tratti  più rilevanti della cultura d’avanguardia e rivoluzionaria  del Novecento, che ha “ riscoperto e celebrato se stessa  per l’ultima volta negli anni Sessanta… fra riiletture di Hegel e Marx, di Nietzsche e Freud, di Bataille, di Sade e Lautreamont, fra surrealismo e strutturalismo, fra economia politica , semiotica e inconscio come linguaggio.” Fu allora che a Parigi, capitale filosofica e antifilosofica , osserva Berardinelli, della cultura europea in declino, tutto diventò Teoria”. “ La Teoria non era semplicemente teoria di qualcosa, era atto teorico, gesto teorico, struttura teorica: un “ apparato”, un insieme di “ dispositivi”, uno “ spazio testuale” infinitamente dilatabile  che fagocitava  ogni forma più tradizionale e specialistica di studi” In questo senso  tutto fu attaccato “ dalla corrosione di potenti acidi”.. il concetto, la razionalità filosofica, la prova fattuale, l’argomentazione convincente, la rappresentazione, il racconto, la differenza fra generi letterari…”

“Da un lato i tre numi scientifici,da combinare spericolatamente,,cioè Marx, Freud, Saussure.. dall’altro la scienza non doveva essere triste ma “ gaia”, doveva avere un carattere liberatorio e dionisiaco”. Si trattava di aggiungere alla “ Trimurti scientifica” le tradizioni antiscientifiche e anti letterarie. “ anarchismo, rivolta, vitalismo, nichilismo, surrealismo”. Berardinelli si sofferma in questo senso  su quelli che definisce gli esponenti principali della French Teory, Lacan, Foucault, Derrida, richiamando comunque  il “ Piccolo Pantheon portatile”  di Alain Badiou, un allievo di Derrida stesso e affermando che in modo sia pure involontario la difesa di Derrida da parte dello stesso Badiou  finisce col mettere una pietra sopra  all’ultimo periodo glorioso  di questa cultura, basti pensare che oggi al posto della triade  abbiamo Andrè Glucksmann e Bernard Henry  Levy.

Segue una attenta e argomentata recensione del libro di Badiou  che si sofferma su vari autori, da Althusser a Deleuze, “ il più appartato e  forse il più originale”.  L’articolo di Berardinelli è più che altro una recensione ed egli si diverte  nel fare i conti con la French Teory con arguzia corrosiva e anche con il gusto della pars destruens ma costituisce a  suo modo una ghiotta occasione di primo bilancio e di ripensamento delle culture originali ed estreme del 900 che hanno in ogni caso scombussolato saperi e regole  ma sono diventate anche esse una moda, una corrente, dando spazio a nuove generazioni di accademici e studiosi  che hanno preso il sopravvento dopo gli anni ottanta. Non so bene nemmeno io se questa occasione consentirà una ripresa di dibattito critico o se passerà in qualche modo sotto silenzio perché la fonte, Berardinelli, viene spesso giudicata pesantemente come quella di un EX SINISTRO, per questo mi è sembrato giusto segnalare il tema e invitare altri a intervenire.

ATTILIO MANGANO,Alf.Berardinelli, ADIEU, FRENCH TEORYultima modifica: 2011-06-25T15:37:41+00:00da mangano1
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