Stenio Solinas, I miti dell’antica Grecia? Nati dalle avventure di eroi, mercanti e soldati

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I miti dell’antica Grecia? Nati dalle avventure di eroi, mercanti e soldati
di Stenio Solinas – 29/12/2010

Fonte: il giornale

Un saggio riscrive le origini della civiltà occidentale, fondata sulla fusione di racconti tramandati dai viaggiatori

Nell’XI˚cantodel-l ’Iliade l’ancel-l adiNestoreser-ve al vecchio guerriero il «bic chiere della staf fa », con cui chiudere una gior nat a passata sul campo di bat taglia. La coppa è di squisita fattura, ornata d’oro, impo nente per il metallo in cui è forgiata e per la gloria che emana dal suo possessore. Nella necropoli di Pitecusa, l’odierna Ischia, intorno a un sepolcro infantile dell’VIII se colo a.C. gli arche ologi del nostro Novecento trova rono quattro gran di crateri di vino in ceramica, tre broc che per versarlo e una piccola coppa profonda con un’iscrizione gre ca sul bordo supe riore: «Sono la cop pa di Nestore, adat ta per bere ma chiunque berrà da questa coppa, su bito lo prenderà il desiderio di Afro dite dalla bella co rona ». Accanto al le ceneri del bam bino, dunque, un membro della fa miglia aveva volu to lasciare un omaggio e un sim bolo, quasi a fargli vivere nel l’aldilà quella giovinezza da simposio, fatta di vino, versi e amore, che nella sua breve esi ste nza terrena gli era stata pre clusa. Ma quella piccola cop pa incisa che si rifà all’eroe omerico è anche molto di più: è la prima allusione lette raria d’Europa, dimostra che in quell’insediamento greco in terra d’Italia l’ Iliade non so lo era conosciuta, ma serviva da modello comportamenta le. I miti, insomma, viaggiava no e i viaggiatori se li portava no con sé. Eroi viaggiatori. Igreci e ilo ro miti nell’età epica di Omero di Robin Lane Fox (Einaudi, pagg. 546, euro 35) racconta proprio questo, le peripezie e i modi in cui gli uomini del l’Eubea del Settecento a.C. cambiarono in fondo la storia della Grecia, del Mediterra neo e del mondo intero. Utilizzan­do reperti archeo l ogici e numismati ci, testi scritti, rac conti e storie, Fox descrive le origini della civiltà occi dentale a partire dai viaggi e dalle esplorazioni che mercanti, coloni e avventurieri intra presero allora, ve nendo in contatto con le civiltà del l’Oriente e del Me dio Oriente. Leg gende, narrazioni orali, convinzioni religiose e codici interpretativi ven nero rifusi insie me fornendo il ma teriale mitopoieti co, cosmologico, letterario che renderà possibili le gran di creazioni dello spirito gre co. Del resto, «mito» in greco si gnifica semplicemente «rac conto » e, spiega Fox, l’impul so che lo rese possibile fu l’espressione del sentimento di una comunità per un passa to remoto e più splendido. I greci di terraferma dell’VIII secolo avevano alle spalle quattrocento anni almeno di sovvertimenti sociali e di cam biamenti, il crollo della civiltà micenea, la cosiddetta «civil tà palaziale», la distruzione della scrittura sillabica… Al l’interno di una visione del passato creativa, e quindi di storta, vennero poste le pre messe per ripartire nel pre sente, il racconto di ciò che era stato come nuovo fonda mento dell’azione. Le imprese di Eracle lungo l’Europa, la guerra di Aga­mennone contro Troia, il mar Nero di Giasone e dei suoi Ar gonauti diventano così l’oriz zonte mentale su cui si fonda il controllo del territorio, gli itinerari e le rotte, la scelta dei luoghi… Viaggiatori mitici e viaggiatori reali finiscono per assomigliarsi e non è un caso che scavi archeolo gici a Itaca abbia no riportato alla lu ce offerte votive in cui i marinai del l’epoca euboica si ponevano nel se gno di Ulisse, ne as sumevano simbo li camente l’identi tà: quel mito altro non era che il mo dello ideale per i lo ro viaggi, i loro commerci, le loro imprese. Eroi viaggiatori è il titolo giusto per raccontare un’età in cui non c’erano carte nautiche, né bussole, né i nostri punti cardinali, ci si orientava in ba se al sorgere e al tramontare del sole, si crede va che la terra fosse piatta, l’Oceano a farle da corona…È anche questo che fa del pae saggio un altro elemento miti co, ovvero frutto di un raccon to; i paesaggi, nota Fox, sono creature della cultura oltre che oggetti concreti: deriva no il loro carattere da «idee de gli uomini». Il pensiero mito logico fu insomma «un tenta tivo di spiegare e di compren dere. Non conteneva la con trapposizione tra “ mito”e “ra gione”. Quando gli Euboici ri collocavano geograficamen te i miti e interpretavano og getti e paesaggi in termini mi tici, lo facevano con il soste gno di una realtà che avevano visto, udito ed equivocato in maniera creativa». Il saggio di Fox è anche il racconto di una immedesi mazione e di una passione, quelle per Omero e per la sua epica, l’ Iliade e l’ Odissea come prodotto di un rin n ovamento e insie me come suo fon damento. Una trentina d’anni fa, Hélène Monsacrè, in un bel libro inti tolato Les Larmes d’Achille , Le lacri me di Achille , die de di quell’epopea un’affascinante lettura sotto il se gno del pianto: si piangeva nel ricor do, nell’attesa, nel racconto… Era una società virile che si espri meva attraverso la commo zione e l’eroe omerico non era una semplice macchina omicida, perché il suo eroi smo comprendeva il corag gio di fronte alla morte, la sua vicinanza nei confronti del dolore, la capacità di emozio nare e di emozionarsi. Incan tato dal racconto di Ulisse, Al cinoo lo loda così: «Hai narra to con la stessa arte di un ae­do ». E quando a Itaca impu gna l’arco con cui farà giusti zia dei suoi nemici, come un aedo con il suo strumento fa «cantare» la corda dell’arma, ed essa «gli rese un bel suono, simile al grido di una rondi ne »… Eroi viaggiatori, eroi umani capaci di soffrire.

Stenio Solinas, I miti dell’antica Grecia? Nati dalle avventure di eroi, mercanti e soldatiultima modifica: 2010-12-29T22:19:55+00:00da mangano1
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