Wikipedia, Mario Monicelli (1915-2010)

 

 

Unknown.jpegMario Monicelli (Viareggio, 16 maggio 1915[1] – Roma, 29 novembre 2010[2]) è stato un regista e sceneggiatore italiano tra i principali esponenti della commedia all’italiana insieme a Dino Risi e Luigi Comencini.

Indice
1 Biografia
1.1 Le origini
1.2 Gli inizi nel mondo del cinema
1.3 L’esordio ufficiale: il lavoro in proprio e i successi
1.4 Vita privata
2 Riconoscimenti
2.1 Premi cinematografici
2.2 Onorificenze
3 Filmografia
3.1 Regista
3.2 Sceneggiatore
3.3 Attore
4 Bibliografia
5 Note
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni
Biografia

Le origini

Monicelli alla macchina da presa
Nato da una famiglia di origine mantovana, e cresciuto a Viareggio, secondo figlio del critico teatrale e giornalista Tomaso, fratello minore di Giorgio, vive nella Viareggio degli anni trenta, assorbendo appieno l’atmosfera magica ed il fermento culturale della città dell’epoca. Frequenta a Milano il liceo classico Giosuè Carducci e si laurea in storia e filosofia, accostandosi al cinema grazie all’amicizia con Giacomo Forzano, figlio del commediografo Giovacchino Forzano, fondatore a Tirrenia di moderni studios cinematografici sotto il nome di Pisorno, curiosa fusione dei nomi delle due città, eterne rivali, Pisa e Livorno, che Mussolini progettava di compiere. In questi anni, in Monicelli si va delineando quel particolare spirito toscano che sarà determinante per la poetica cinematografica delle commedia del regista (molti scherzi della trilogia di Amici miei sono episodi che fanno realmente parte della sua giovinezza).

Il critico cinematografico Stefano Della Casa, nel suo volume dedicato al restauro di uno dei capolavori del regista toscano (L’armata Brancaleone – Quando la commedia riscrive la storia, edito da Lindau nel 2006), mette in dubbio le origini viareggine del regista, arrivando a sostenere che in realtà Mario Monicelli sia nato a Roma, nel quartiere Prati.

Gli inizi nel mondo del cinema
Assieme a Alberto Mondadori, amico (oltre che cugino, figlio della zia Andreina Monicelli e dell’editore Arnoldo) e collaboratore, dirige nel 1934 il cortometraggio Cuore rivelatore, a cui fa seguito, sempre nello stesso anno, un mediometraggio muto, I ragazzi della via Paal, presentato e premiato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Sotto uno pseudonimo, Michele Badiek, dirige nel 1937 il suo primo lungometraggio, insieme ad alcuni amici, Pioggia d’estate, con Ermete Zacconi ripreso nella sua villa di Viareggio.

Critico cinematografico dal 1932, negli anni tra il 1939 ed il 1949 fu attivissimo come aiuto-regista e come sceneggiatore, collaborando a circa una quarantina di titoli.

L’esordio ufficiale: il lavoro in proprio e i successi

Primo ciak in Campidoglio per Il Marchese del Grillo, con Alberto Sordi, Paolo Stoppa e Mario Monicelli
L’esordio registico ufficiale avviene in coppia con Steno, con una serie di film che i due registi realizzano su misura per Totò, tra i quali spicca il celebre Guardie e ladri (1951).

Dal 1953 inizia a lavorare da solo, continuando la feconda attività di sceneggiatore, che lo porta a contatto con molti altri famosi cineasti dell’epoca. Monicelli ha firmato alcuni capolavori del dopoguerra italiano, contribuendo ad uno dei periodi più floridi del cinema del nostro paese, entrando di diritto nella storia.

Nella sua lunga carriera ha collaborato con tutti i più importanti attori italiani: Alberto Sordi, Totò, Aldo Fabrizi, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Amedeo Nazzari, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Adolfo Celi, Walter Chiari, Elsa Martinelli, Anna Magnani, Nino Manfredi, Paolo Villaggio, Monica Vitti, Enrico Montesano, Gigi Proietti, Gastone Moschin, Giancarlo Giannini, Philippe Noiret, Giuliano Gemma, Stefania Sandrelli, Ornella Muti, Ivo Garrani e Gian Maria Volonté.

I soliti ignoti del 1958 vanta un cast eccezionale, composto da Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò e Claudia Cardinale, ed è considerato quasi unanimemente il primo vero film del florido filone della commedia all’italiana. L’anno successivo, Monicelli gira quello che molti considerano il suo capolavoro, il film che lo rende famoso oltre i confini italiani, La grande guerra, Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia del 1959 e sua prima nomination all’Oscar. Il film, lontano dagli stereotipi classici della commedia, ha un tono tragicomico che tocca in maniera delicata un argomento molto difficile come la tragedia della Prima guerra mondiale è molto arricchito dalle interpretazioni di Alberto Sordi e Vittorio Gassman. La seconda nomination all’Oscar arriva nel 1963 con I compagni.

Nel dittico burlesco L’armata Brancaleone (1966) e Brancaleone alle crociate (1970), Monicelli inventa un “nuovo” e personalissimo Medioevo, comico e condito da una assolutamente inverosimile lingua maccheronica che ha fatto epoca.

Tra gli altri film di rilievo vanno menzionati La ragazza con la pistola, terza nomination all’Oscar (1968), Romanzo popolare (1974) e i primi due capitoli della trilogia di Amici miei (1975, 1982) – quello conclusivo (1985) verrà infatti diretto da Nanni Loy – ma anche Un borghese piccolo piccolo (1977) e Il marchese del Grillo (1981) entrambi con grandi interpretazioni di Alberto Sordi, mentre tra gli ultimi spiccano Speriamo che sia femmina (1986) e Parenti serpenti (1992).

Occasionalmente si è prestato a qualche cammeo attoriale (L’allegro marciapiede dei delitti, 1979; Sotto il sole della Toscana, 2003; SoloMetro, 2007), dando anche la voce al nonno di Leonardo Pieraccioni nel Ciclone (1996): negli ultimi anni ha inoltre cercato nuove strade espressive, passando al documentario (Un amico magico: il maestro Nino Rota, 1999) e alla fiction televisiva (Come quando fuori piove, 2000).

Mario Monicelli
È da considerarsi senza dubbio il regista che meglio di tutti ha interpretato lo stile e i contenuti del genere della Commedia all’italiana. Il suo attore di riferimento è stato Alberto Sordi, da lui trasformato in attore drammatico in La grande guerra e Un borghese piccolo piccolo, ma ha anche avuto il merito di scoprire le grandi capacità comiche di due attori nati artisticamente come drammatici[3]: Vittorio Gassman nei Soliti ignoti e Monica Vitti nella Ragazza con la pistola. Il sorriso amaro che accompagna sempre le vicende narrate, l’ironia con cui ama tratteggiare le storie di simpatici perdenti, ne caratterizzano da sempre la sua opera. Forse non è un caso che molti critici considerino I soliti ignoti il primo vero film della commedia all’italiana, e Un borghese piccolo piccolo l’opera che, con la sua drammaticità, chiude idealmente questo genere cinematografico.

Con l’avanzare dell’età la sua attività è gradualmente diminuita ma non si è mai fermata, grazie ad una forma fisica e mentale sempre buona. A dimostrazione di questo, a 91 anni è tornato al cinema con un nuovo film, Le rose del deserto (2006). In occasione della sua uscita ha confidato, in un’intervista a Gigi Marzullo, di non aver alcuna paura della morte, ma di temere moltissimo il momento in cui smetterà di lavorare, perché si annoierebbe moltissimo.

In un’intervista del 2008 ha dichiarato di aver abbandonato definitivamente l’attività registica con il cortometraggio documentaristico Vicino al Colosseo… c’è Monti: nonostante ciò nel 2010 realizza un altro cortometraggio, La nuova armata Brancaleone, scritto con Mimmo Calopresti[4].

Vita privata
Tra gli avvenimenti che hanno segnato di più la sua vita c’è senz’altro il suicidio del padre, Tomaso Monicelli noto giornalista e scrittore antifascista, avvenuto nel 1946. A tal riguardo ha detto[5]:

« Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre l’ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l’altro un bagno molto modesto. »
La sua ultima compagna è stata Chiara Rapaccini. Quando si sono conosciuti lui aveva 59 anni e lei 19. Hanno avuto una figlia, Rosa, quando lei ne aveva 34 e lui 74.

Nel 2007, infatti, ha dichiarato di vivere da solo, di non sentire la lontananza di figli e nipoti (pur avendoli), di essere un elettore di Rifondazione Comunista e di avere pianto l’ultima volta alla morte del padre[6]; mentre in un’intervista [7] svela in particolare il motivo per cui a 92 anni vive da solo:

« Per rimanere vivo il più a lungo possibile. L’amore delle donne, parenti, figlie, mogli, amanti, è molto pericoloso. La donna è infermiera nell’animo, e, se ha vicino un vecchio, è sempre pronta ad interpretare ogni suo desiderio, a correre a portargli quello di cui ha bisogno. Così piano piano questo vecchio non fa più niente, rimane in poltrona, non si muove più e diventa un vecchio rincoglionito. Se invece il vecchio è costretto a farsi le cose da solo, rifarsi il letto, uscire, accendere dei fornelli, qualche volta bruciarsi, va avanti dieci anni di più. »
Il 25 marzo 2010 partecipa all’evento Raiperunanotte, dove si esprime in modo molto critico nei confronti della società odierna.

Il 29 novembre dello stesso anno Monicelli si suicida gettandosi da una finestra del reparto di urologia dell’Ospedale San Giovanni in Roma, dove era ricoverato[8].

Riconoscimenti

Mario Monicelli riceve l’Alabarda d’oro alla carriera
Premi cinematografici
Mostra del Cinema di Venezia
1959: Leone d’oro al miglior film – La grande guerra
1985: Premio Pietro Bianchi
1991: Leone d’oro alla carriera
Festival di Berlino
1957: miglior regista – Padri e figli
1976: miglior regista – Caro Michele
1982: miglior regista – Il marchese del Grillo
David di Donatello
1976: miglior regista – Amici miei
1977: miglior regista – Un borghese piccolo piccolo
1986: miglior regista e miglior sceneggiatura – Speriamo che sia femmina
1990: miglior regista – Il male oscuro
2005: David speciale
Nastri d’argento
1959: migliore sceneggiatura – I soliti ignoti
1977: migliore sceneggiatura – Un borghese piccolo piccolo
1982: migliore sceneggiatura – Il marchese del Grillo
1986: miglior regista e migliore sceneggiatura – Speriamo che sia femmina
Premio Oscar
1960: nomination per La grande guerra
Festival Europa Cinema di Viareggio
2005: premio Fellini 8½ Platinum Award for Cinematic Excellence
Premio “Città di Trieste”
2009: Alabarda d’oro alla carriera
Onorificenze

Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte

— Roma, 25 febbraio 2000.[9]

Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana

— Roma, 22 marzo 1994.[10]

Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana

— Roma, 27 aprile 1987. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri.[11]
Filmografia

Regista
I ragazzi della via Paal (1935)
Pioggia d’estate (1937)
Totò cerca casa, con Steno (1949)
Al diavolo la celebrità, con Steno (1949)
È arrivato il cavaliere, con Steno (1950)
Vita da cani, con Steno (1950)
Guardie e ladri, con Steno (1951)
Totò e i re di Roma, con Steno (1952)
Totò e le donne, con Steno (1952)
Le infedeli, con Steno (1953)
Proibito (1954)
Un eroe dei nostri tempi (1955)
Totò e Carolina (1955)
Donatella (1956)
Il medico e lo stregone (1957)
Padri e figli (1957)
I soliti ignoti (1958)
Lettere dei condannati a morte (1959)
La grande guerra (1959)
Risate di gioia (1960)
Boccaccio ’70 (1962) – episodio Renzo e Luciana
I compagni (1963)
Alta infedeltà (1964) – episodio Gente moderna
Casanova ’70 (1965)
Le fate (1966) – episodio Fata Armenia
L’armata Brancaleone (1966)
La ragazza con la pistola (1968)
Capriccio all’italiana (1968) – episodio La bambinaia
Toh, è morta la nonna! (1969)
Le coppie (1970) – episodio Il frigorifero
Brancaleone alle crociate (1970)
La mortadella (1971)
Vogliamo i colonnelli (1973)
Romanzo popolare (1974)
Amici miei (1975)
Caro Michele (1976)
Signore e signori, buonanotte, con Luigi Comencini, Nanni Loy, Luigi Magni ed Ettore Scola (1976)
Un borghese piccolo piccolo (1977)
I nuovi mostri (1977) – episodi Autostop e First Aid
Viaggio con Anita (1979)
Temporale Rosy (1980)
Camera d’albergo (1981)
Il marchese del Grillo (1981)
Amici miei atto II (1982)
Bertoldo, Bertoldino e… Cacasenno (1984)
Le due vite di Mattia Pascal (1985)
Speriamo che sia femmina (1986)
I picari (1988)
La moglie ingenua e il marito malato (1989) – film TV
12 registi per 12 città (1989) – documentario, episodio Verona
Il male oscuro (1990)
Rossini! Rossini! (1991)
Parenti serpenti (1992)
Cari fottutissimi amici (1994)
The Royal Affair (1995)
Facciamo paradiso (1995)
Esercizi di stile (1996) – episodio Idillio edile
Topi di appartamento (1997) – cortometraggio
I corti italiani (1997) – episodio Topi di appartamento
Panni sporchi (1999)
Un amico magico: il maestro Nino Rota (1999) – documentario
Come quando fuori piove (2000) – miniserie TV
Un altro mondo è possibile (2001) – documentario collettivo
Lettere dalla Palestina (2002) – docu-drama collettivo
Firenze, il nostro domani (2003) – documentario collettivo
Le rose del deserto (2006)
Vicino al Colosseo… c’è Monti (2008) – cortometraggio documentaristico
La nuova armata Brancaleone (2010) – cortometraggio, solo credito
Sceneggiatore
I ragazzi della via Paal (1935)
Pioggia d’estate (1937)
La granduchessa si diverte (1940)
Brivido (1941)
La donna è mobile (1942)
Cortocircuito (1943)
Il sole di Montecassino (1945)
Aquila nera (1946)
Gioventù perduta (1947)
La figlia del capitano (1947)
Il corriere del re (1947)
Follie per l’opera (1948)
I Miserabili (1948)
L’ebreo errante (1948)
Il cavaliere misterioso (1948)
Accidenti alla guerra!… (1948)
Totò cerca casa (1949)
Il lupo della Sila (1949)
Il conte Ugolino (1949)
Al diavolo la celebrità (1949)
Come scopersi l’America (1949)
Follie per l’opera (1949)
È arrivato il cavaliere (1950)
Il brigante Musolino (1950)
Botta e risposta (1950)
L’inafferrabile 12 (1950)
Vita da cani (1950)
Soho Conspiracy (1950)
Vendetta… sarda (1951)
Totò e i re di Roma (1951)
Tizio, Caio, Sempronio (1951)
È l’amor che mi rovina (1951)
Core ‘ngrato (1951)
Il tradimento (1951)
Accidenti alle tasse!! (1951)
Amo un assassino (1951)
Guardie e ladri (1951)
Totò e le donne (1952)
Totò a colori (1952)
Cinque poveri in automobile (1952)
Cani e gatti (1952)
Un turco napoletano (1953)
Il più comico spettacolo del mondo (1953)
Cavalleria rusticana (1953)
Le infedeli (1953)
Perdonami (1953)
Giuseppe Verdi (1953)
Violenza sul lago (1954)
Guai ai vinti (1954)
Proibito (1954)
Totò e Carolina (1955)
Un eroe dei nostri tempi (1955)
Donatella (1956)
La donna più bella del mondo (1955)
Il medico e lo stregone (1957)
Padri e figli (1957)
I soliti ignoti (1958)
Ballerina e Buon Dio (1958)
La grande guerra (1959)
Risate di gioia (1960)
A cavallo della tigre (1961)
Boccaccio ’70 (1962) – segmento Renzo e Luciana
Frenesia dell’estate (1963)
I compagni (1963)
Casanova ’70 (1965)
I nostri mariti (1966) – segmento Il Marito di Olga
L’armata Brancaleone (1966)
Toh, è morta la nonna! (1969)
Brancaleone alle crociate (1970)
Le coppie (1970)
Vogliamo i colonnelli (1973)
Romanzo popolare (1974)
Gran bollito (1977)
Un borghese piccolo piccolo (1977)
Temporale Rosy (1980)
Camera d’albergo (1981)
Il marchese del Grillo (1981)
Amici miei atto II (1982)
Bertoldo, Bertoldino e… Cacasenno (1984)
Le due vite di Mattia Pascal (1985)
Speriamo che sia femmina (1986)
I picari (1988)
Il male oscuro (1990)
Rossini! Rossini! (1991)
Parenti serpenti (1992)
Cari fottutissimi amici (1994)
Facciamo paradiso (1995)
Panni sporchi (1999)
Un amico magico: il maestro Nino Rota (1999) – documentario
Come quando fuori piove (2000) – miniserie TV
Le rose del deserto (2006)
Vicino al Colosseo… c’è Monti (2008) – cortometraggio documentaristico
La nuova armata Brancaleone (2010) – cortometraggio, solo credito
Attore
Rue du Pied de Grue, regia di Jean-Jacques Grand-Jouan (1979)
La vera vita di Antonio H., regia di Enzo Monteleone (1994)
Il ciclone, regia di Leonardo Pieraccioni (1996) – Gino Guarini – voce
Sotto il sole della Toscana (Under the Tuscan Sun), regia di Audrey Wells (2003)
Nanà, regia di Giuseppe Varlotta (2004)
SoloMetro, regia di Marco Cucurnia (2007)
Bibliografia

Stefano Della Casa – L’armata Brancaleone. Quando la commedia riscrive la storia – Lindau (2006)
Gian Piero Brunetta – Guida alla storia del cinema italiano (1905-2003) – Einaudi (2003)
Bruno Torri – Il cinema italiano dalla realtà alle metafore – Palumbo (1973)
Masolino D’Amico – La commedia all’italiana – Mondadori (1985)
Stefano Della Casa – Storia e storie del cinema popolare italiano – La Stampa (2001)
Aldo Viganò – La commedia italiana in cento film – Le Mani (1999)
Mariano Sabatini e Oriana Maerini – Mario Monicelli, la sostenibile leggerezza del cinema – Edizioni Scientifiche Italiane (2001)
Lo sguardo eclettico – il cinema di Mario Monicelli – Marsilio editori (2001)
Note

^ Come riportato in questa intervista e non 15
^ http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/11/29/news/monicelli-9662027/?ref=HRER2-1
^ Le Garzantine Cinema vol. II, Garzanti, 2003 – p. 793
^ notizia pubblicata su www.cine-tv.it il 26 maggio 2010
^ intervista pubblicata su Vanity Fair del 7 giugno 2007 (pagina 146)
^ Intervista raccolta da Enrico Lucci, inviato de Le Iene nel febbraio 2007
^ pubblicata nel edizione di Vanity Fair del 7 giugno dello stesso anno (pagina 146)
^ Si è ucciso il regista Mario Monicelli. 29 novembre 2010. URL consultato il 29 novembre 2010.
^ Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte Mario Monicelli Regista
^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Mario Monicelli
^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della R

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