Fiammetta Balestracci, Leggere gli anni 70

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Fiammetta Balestracci30 novembre 2010

LEGGERE GLI ANNI SETTANTA
Si è trattato di un incontro piuttosto breve e informale sugli anni settanta a partire dalle riflessioni degli attori di uno spettacolo in scena qui a Trento sulla vita di Mara Cagol e degli scrittori Roberto Antolini, Mattia Maistri e Marco Niro, alias Tersite Rossi. E’ stato breve e informale ma piuttosto interessante. E’ emerso il problema del conflitto intergenerazionale, in particolare nel rapporto tra padre e figlia, a partire dal caso di Mara Cagol, ostacolato dall’ideologia, in cui sarebbe intrappolata la figlia, e da una diversa visione della modernità, legata alla fatica della ricostruzione e del boom economico per il padre e al desiderio di un mondo più giusto per la figlia. E’ stato ricordato l’uso del dialetto trentino, ancora oggi molto usato dai giovani, nella pièce da parte di Mara fino al suo ingresso in clandestina, quando subentra un linguaggio metallico e militaresco. Secondo alcuni il cattolicesimo del Trentino, definito protestante perché fortemente ancorato alla questione del senso di colpa e di un certo moralismo e senz’altro influenzato dal cattolicesimo di marca tedesca, avrebbe contribuito alla maturazione del progetto politico e della cultura politica delle BR, benché queste non siano nate in Trentino. Mi è parso interessante anche il discorso sul rischio per la storiografia di insistere sul peso del contesto per spiegare la spinta alla violenza, che diventerebbe giustificatorio rispetto alle responsabilità individuali. Io qui distinguerei tra prospettiva storica, dove il punto di vista delle vittime emerso negli ultimi anni sta aiutando a penetrare la questione oscura dell’uso della violenza, come è stato del resto a partire dagli anni ottanta anche con la storia dell’Olocausto, dalla questione morale e da quella giuridica, che sicuramente richiedono un giudizio diverso da quello dello storico. Ma se ne può discutere. Ha fatto un bel discorso Roberto Antolini, l’autore di Ivan il terrorista, sul significato degli anni settanta come momento storico in cui si è rotto qualcosa, si è consumato un trauma. Lui suggeriva di guardare al prima e al dopo: prima avevamo Kennedy, Giovanni XXIII e Krusciov, dopo abbiamo avuto Reagan e Breznev. In effetti sembra che si sia consumata una partita nel decennio e che questa sia andata in una certa direzione, come se negli anni settanta ci siano state delle possibilità di cambiamento andate perdute. Infine si è parlato del libro di Tersite Rossi sulle stragi del 1992-1994 su cui domina oggi il silenzio assoluto delle istituzioni, del giornalismo e dell’insegnamento nelle scuole. Nel romanzo gli autori tracciano un percorso che parte dal ’68, passa per i primi anni ’90 e si conclude con i fatti di Genova nel 2001, cercando di mettere in luce il ruolo dell’uomo “della strada” di fronte a casi di strage. L’incontro doveva preparare alla visione del testo teatrale Avevo un bel pallone rosso, dedicato alla storia di Mara Cagol e al conflitto generazionale degli anni settanta, in scena ieri e l’8 e il 9 dicembre. Era presente anche il curatore della raccolta di testimonianze Sedie vuote: gli anni di piombo dalla parte delle vittime, Il Margine 2008, casa editrice trentina. Quindi niente pubblicazione di atti, ma alcune suggestioni interessanti. A presto!

Fiammetta Balestracci, Leggere gli anni 70ultima modifica: 2010-11-30T15:51:05+00:00da mangano1
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