Patrizia Gioia, Agli amici

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Ciò che fai nella vita, e non solo come artista, bensì come essere umano,
come marito e padre, amico e vicino viene misurato dal “senso” eterno del mondo,
dall’eterna giustizia non secondo una qualche norma fissa, bensì secondo il tuo valore
personale e unico.

Dio non ti chiederà nel giudicarti : “sei diventato un Jodler o un Picasso o un Pestalozzi
o Gotthelf?” , bensì ti chiederà:
” Sei davvero stato e diventato quello per cui hai ricevuto talento e predisposizione?”.
E dato che mai un essere umano si ricorderà della sua vita e dei suoi errori senza vergogna
o sgomento, potrà tutt’al più dire.
“ No, non lo sono diventato, ma per lo meno vi ho provato con tutte le mie forze”.
E se lo può dire con sincerità, allora verrà giustificato e avrà superato la prova.

Se ti disturbano immagini come Dio o giudice eterno o altre, le puoi lasciare tranquillamente
da parte, non sono importanti. Ha importanza unicamente il fatto che a ognuno di noi sono dati un’eredità e un compito; dal padre e dalla madre, dagli innumerevoli antenati, dal proprio popolo, dalla lingua, il singolo ha ereditato certe caratteristiche, buone e cattive, piacevoli e penose,
talenti e difetti, ed egli è tutto questo e deve amministrare e vivere fino alla fine questa unicità,
farla maturare e infine renderla più o meno compita.

Ogni uomo però non è soltanto lui stesso, è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, dove i fenomeni del mondo s’incrociano una volta sola, senza ripetizione.
Perciò la storia di ogni uomo è importante, eterna, divina, perciò ogni uomo fintanto che vive in qualche modo e adempie il volere della natura è meraviglioso e degno di ogni attenzione.
In ognuno lo spirito ha preso forma, in ognuno soffre il creato, in ognuno si crocefigge il Redentore.
La vita di ogni uomo è una via verso sé stesso, il tentativo di una via, l’accenno di un sentiero. Nessun uomo è mai stato interamente lui stesso, eppure ognuno cerca di diventarlo, chi sordamente, chi luminosamente, secondo le possibilità.

Ognuno reca con sé sino alla fine, residui della propria nascita, umori e gusci d’uovo d’un mondo primordiale. Certuni non diventano mai uomini, rimangono rane, lucertole, formiche. Taluno è uomo sopra e pesce sotto, ma ognuno è una rincorsa della natura verso l’uomo.
Tutti noi abbiamo in comune lo origini, le madri, tutti noi veniamo dallo stesso abisso; ma ognuno, tentativo e rincorsa dalle profondità, tende alla propria meta.
Possiamo comprenderci l’un l’altro, ma ognuno può interpretare soltanto sé stesso.

( brani trattai da Hermann Hesse)

E con l’augurio che la tua vita sia proprio la tua vita….e la mia la mia…
un buon fine settimana
patrizia

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Patrizia Gioia, Agli amiciultima modifica: 2010-11-27T14:51:32+00:00da mangano1
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