A.Mastrandrea, Papà è un mafioso

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blog sociale a cura di Angelo Mastrandrea

 

Unknown-4.jpegPapà è un mafioso, lo rinneghiamo

Francesco, Alessandro e Dario Sucameli
In questi giorni si celebra il 18° anniversario della morte di Paolo
Borsellino e decidiamo di onorare la sua memoria, quali figli di un
imputato per mafia, testimoniando la nostra indignazione per lo
scempio che del nostro nome ha fatto nostro padre e chiedendo scusa a
quanti sono stati direttamente o indirettamente colpiti dalla sua
azione criminosa. Questo noi facciamo per dimostrare che la verità
rende liberi; che l’amore e la testimonianza di uomini giusti sono in
grado persino di rompere le barriere dell’omertà e il muro di quel
marcio e malinteso senso dell’onore e della famiglia che tanto e tutto
giustifica.
E in primo luogo chiediamo scusa ai cittadini mazaresi, quelli onesti,
che ogni mattina sperimentano la fatica di una vita dignitosa, senza
padroni né padrini. Ecco, noi vogliamo dire a tutti che l’esempio di
uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ci ha reso capaci di
riconoscere ancora l’onore e la dignità vera di una vita vissuta
onestamente, di superare l’equivoco della solidarietà familiare e
chiamare le cose con il loro nome: mafia. E scusate se con l’occasione
vogliamo ricordare l’esempio di uomini miti e giusti, ma a voi tutti
sconosciuti, quali sono stati i nostri nonni Francesco e Giuseppe che
oggi non ci sono più e che rimangono il vero senso della nostra
origine e che ci danno la forza di tenere la testa alta e di lottare
per riabilitare il nostro nome. Sappiamo, facendo questo, di
rappresentare anche la voce di altri nostri cari, che per pudore
mantengono il riserbo e che vivono in mestizia il dolore per tanta
vergogna. Chiediamo ancora scusa a tutti per lui: la mafia è solo una
“montagna di merda”… anche quella che incontrate ogni giorno dentro
il bar e sorridente vi invita a condividere un caffè, con quella
sconvolgente normalità del male che avvolge la quotidianità della
nostra terra. Voglia essere questo il nostro piccolo contributo di
testimonianza e di resistenza alla Sicilia onesta. Grazie Paolo,
grazie Giovanni: gli unici uomini d’onore che riconosciamo.
L’uomo che Francesco, Alessandro e Dario non nominano mai è il padre:
Pino Sucameli, architetto, 62 anni, fino al maggio 2007 insospettabile
dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Mazara. Accusato d’aver
favorito la latitanza di due boss mafiosi, si scoprì che aveva
partecipato anche al summit organizzato dal capomafia Mariano Agate,
presente anche Totò Riina, in cui si definì la strategia stragista di
Cosa Nostra. Coinvolto nel filone mafia-massoneria, condannato anche
per lo scandalo eolico di Mazara e per traffico internazionale per
droga, è attualmente detenuto.
di angelo mastrandrea
pubblicato il 28 luglio 2010

A.Mastrandrea, Papà è un mafiosoultima modifica: 2010-07-29T13:06:11+00:00da mangano1
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